Il social network incentiva o sopprime la creatività? Cosa ci sta succedendo? Come stiamo cambiando?

 

Ossessione Social - Patrizia PisanoQuesto post parla di creatività e nasce da una riflessione chiacchierata, uno scambio d’idee. A volte prima parlo e poi scrivo.

Ultimamente mi faccio spesso la domanda:
“Oggi, la creatività è in pericolo?”

Non posso rispondermi in modo esaustivo perché il mio punto di vista è limitato. L’angolo personale in cui mi trovo non è il mondo. Ed è anche per questo motivo che scrivo un post sull’argomento: sapere cosa ne pensi tu.

Ti chiederai cosa c’entra il social network con la creatività. Ecco, cercando di rispondere alla domanda sulla creatività in pericolo, il pensiero mi ha portato a osservare il nostro comportamento nel social network ed è nata questa riflessione.

Pensavo alla creatività, a come si nutra di conoscenza, di interazione, scambio, condivisione. Pensavo anche, però, a quanto la creatività abbia bisogno di momenti di pausa, di solitudine, di attesa, pazienza, fiducia. Quella fiducia che si dà al buon vino, quando si fa decantare e si attende la sua trasparenza per gustarne a pieno tutta la bontà. La pausa buona.
Il social network sta riducendo sempre di più questa pausa. Il social network sta riducendo lo spazio personale. È accelerato. Questa è la mia impressione.

Questo spazio personale di cui parlo, che spesso chiamo anche solitudine, credo sia necessario per attivare due fasi fondamentali della creatività:

  • la riflessione ricercata
  • la mancanza totale di pensiero ricercato o suggerito. 

È un po’ come l’interruttore acceso o spento. L’idea può nascere inseguendo un pensiero preciso, cercando di riflettere, di analizzare, di seguire un percorso più o meno segnato che ci porti in una direzione già stabilita. Ma l’idea migliore nasce quando non si cerca. Nasce quando ci si mette in pausa e si rimane con se stessi. Mentre si fa una doccia, si attraversa la strada, ci si prende un cappuccino seduti a un tavolo, si fa una passeggiata. Tutto questo, però, deve avvenire con l’interruttore spento, in dolce solitudine, senza la smania di riportare nel social ogni pezzetto di vita personale.

Vedo persone incollate al proprio smartphone in ogni spazio della giornata. In fila al supermercato o attraversando la strada, prima, dopo e durante uno spettacolo teatrale, e appena l’aereo atterra! Persone pronte come soldatini, obbedienti e invasati, ad assicurare la loro presenza dentro il social preferito. Ossessione Social!
Molti di noi ormai vivono dentro al social network. E gli spazi personali sono solo attese pesanti, momenti da superare in tutta fretta. Per questo si riducono sempre di più. Oh! Di molte persone si sa proprio tutto: abitudini, usanze, credenze… pause caffè, notti insonni, traffico mattutino, dove sono, con chi sono 24 ore su 24. Anche quello che ‘guardano’ in TV, e ce lo raccontano praticamente in diretta. Altro che reality show!

Questo ‘stare insieme’ può far piacere, però, non è sempre creativo. Ora potrai tirarmi fuori il ‘concetto di brainstorming’, una tecnica creativa che si usa fare in gruppo. Sì, certo, la ‘tempesta di idee’ è una tecnica straordinaria e funzionale ma per fare in modo che funzioni, il gruppo deve ‘spegnere l’interruttore’ e mettersi al servizio dell’idea. Quella del brainstorming è il vero momento di pausa, quello di cui parlavo, solo che viene fatto in gruppo. Talvolta succede anche in un Social, tra i commenti a un post. È raro, però, perché il tempo dentro un Social è sempre molto accelerato. Non c’è pausa e si tende a imporsi anziché mettersi al servizio della vera condivisione e della creatività. Si è perennemente di fronte a una telecamera con l’operatore di ripresa che decide velocemente di inquadrarti o no a seconda di quello che scrivi o che posti. La pausa non esiste.

Il bello è che tutti possiamo ‘parlare’. Nel Social, tutti siamo allo stesso livello, sintonizzati sulla stessa frequenza: persone famose e perfetti sconosciuti, veri esperti e improvvisati, persone impegnate e perditempo. Sì, è bello ma non sempre. C’è un rumore di fondo che appiattisce tutto, anche le voci che dicono qualcosa di interessante o di creativo. Spesso viene sommerso, e la creatività sonnecchia sotto questa coltre fitta e polverosa.
Ossessione Social!

È così? O è solo una visione parziale, la mia? Quella del social network è un’ossessione o un bisogno comune? Tu che dici?

Pat