Tra le mani ancora una volta. Tra i suoi libri uno dei più amati, il primo. Questa mattina, sistemando i libri in libreria, quella di casa, mi son trovata tra le mani Il peso della farfalla di Erri De Luca

Scrivere Come Erri De Luca - Patrizia PisanoDello scrittore, è stato il primo libro che ho letto. Sentivo parlare di lui ma senza attenzione; un giorno, però, me lo ritrovai dentro casa a riempire lo schermo TV con i suoi occhi e con le sue parole. Era il 2009 e lo scrittore era ospite di Fabio Fazio, che lo intervistava durante la trasmissione Che tempo che fa.
Ricordo che rimasi in piedi, ferma, tutto il tempo dell’intervista: muovermi mi avrebbe fatto perdere le parole, il senso del libro e l’emozione che provavo nell’ascoltare. Presentava Il peso della farfalla.

Mi piaceva molto come parlava, mi piacevano le sue parole e mi chiedevo se i suoi scritti mi avrebbero fatto lo stesso effetto.
Ovviamente andai a comprare subito il suo libro, il primo di tanti.
Il peso della farfalla è un libretto piccolo che si può leggere tutto d’un fiato, si può ingurgitare senza rendersi conto del poco tempo passato.
Io, di contro, me lo gustai. Parola per parola.
“Vorrei scrivere come Erri De Luca” pensai.
Ecco, i suoi scritti superarono le mie aspettative; il suo stile mi catturò all’istante. E per quanto io sia consapevole che il suo stile sia inimitabile, dentro di me quella vocina continua a dire: “Sarebbe bello scrivere come Erri De Luca!”.

Mi viene in mente Michelangelo Buonarroti con il suo non finito. Arrivare all’essenza della statua dopo tanti anni di martello e scalpello; tanti anni di dettagli aggiunti. Arrivare al punto di poter togliere, pulire, riportare all’essenza il tocco dell’artista.
Lo scrivere di Erri De Luca mi è parsa essenza.
I suoi libri non sono brevi, sono concentrati. Ogni frase è densa di significato emotivo. È scrittura che non sfiora ma tocca.
Ogni suo scritto si potrebbe spezzettare in tanti e tali aforismi e citazioni e versi! Sì, perché anche la sua prosa è talmente impregnata di poesia che spesso faccio fatica a fare la differenza.
Leggere Erri De Luca è più di una semplice e vaga lezione di scrittura creativa. Leggerlo, ogni volta, mi apre le porte a uno stile concentrato, denso ma succoso. È un bell’esempio di contenuto che si sposa con lo stile. E poi ti dimentichi del ritmo perché ci finisci dentro e ti ritrovi a ballare.

È proprio sul ritmo dei suoi scritti che voglio attirare la tua attenzione. Ma non sono mica in grado di descriverlo a dovere, e non vorrei che questo post sembrasse una delle tante sviolinate a favore di un autore. Quindi faccio parlare lui, l’autore, riportando qui sotto un pezzetto del suo scritto.
Il peso della farfalla è la storia di un camoscio e di un cacciatore. Ti riporto un brevissimo tratto preso tra le prime pagine del libro.

“In alto si ammucchiarono ali nere di cornacchie e gracchi. Sospese sulle correnti ascensionali guardarono il duello aperto a libro sotto di loro. Il giovane maschio solitario avanzò, batté zoccolo a terra e soffiò secco. Lo scontro fu violento e breve. Le corna dello sfidante si aprirono una breccia nella difesa e il corno sinistro agganciò il ventre dell’avversario. Lo squarciò con un chiasso di strappo e in alto strepitò il frastuono di ali. Gli uccelli proclamavano il vinto a loro destinato. Il camoscio sventrato fuggì perdendo viscere, inseguito. Le ali si tolsero dal cielo e scesero in terra a divorarle. La fuga del vinto si spezzò di netto, s’impuntò e cadde sopra il fianco.
Sul corno insanguinato del vincitore si posarono le farfalle bianche. Una di loro ci restò per sempre, per generazioni di farfalle, petalo a sbattere nel vento sopra il re dei camosci nelle stagioni da aprile a novembre.”
(Erri De Luca, Il peso della farfalla)

Che dici? Sei stato preso dal ritmo anche tu?

Se ancora non lo hai fatto e se ami scrivere ti consiglio di leggere questo libro di Erri De Luca. Di leggere un suo qualsiasi scritto, almeno una volta. Tanto lo so, dopo la prima volta non potrai più farne a meno.
Se lo hai già letto, dimmi che ne pensi.

Pat