Tecnicismi: nella scrittura per il web è opportuno usarli con molta attenzione e cautela. Complicano la comprensione e disincentivano la lettura. Come comportarsi, allora?

 

I tecnicismi nella scrittura Web - Patrizia PisanoI tecnicismi, in realtà, dovrebbero essere usati con parsimonia e attenzione nella stesura di qualsiasi testo online e offline. Ma in un testo scritto per il web, fare attenzione all’uso dei tecnicismi è indispensabile perché nella Rete il lettore ha spesso fretta e ha bisogno di assimilare più informazioni possibili in poco tempo.

Quando faccio le mie ricerche online, mi capita di imbattermi in testi web dove certi argomenti vengono maltrattati con sofisticati termini tecnici o specialistici che al posto di arricchire il tema, lo impoveriscono. Le informazioni diventano difficili da cogliere e lo scopo finale, che dovrebbe sempre essere quello di farsi capire e di dare al lettore quello che cerca, non viene raggiunto.

 

Allora bisognerebbe chiedersi:

“Perché sto scrivendo questo post/articolo? Qual è il mio obiettivo?”

Se un post o un articolo viene scritto per:

  • condividere informazioni su un dato argomento
  • descrivere un prodotto o servizio in vendita
  • promuovere un prodotto o servizio
  • dare una notizia
  • partecipare a una discussione
  • mettere a disposizione la propria conoscenza

bisognerebbe trovare il modo di farsi capire da più persone possibili; bisognerebbe cercare di raggiungere l’obiettivo.

 

A questo punto bisognerebbe anche chiedersi:

“Per chi sto scrivendo questo post/articolo? Quale sarà il mio pubblico?”

Se un post o un articolo viene scritto per:

  • colleghi esperti come me
  • chi ne sa meno di me e vuole conoscere meglio l’argomento
  • chi non conosce un certo prodotto o servizio ma potrebbe apprezzarlo
  • chi potrebbe aver bisogno di un certo prodotto o servizio
  • chi condivide le mie stesse passioni

bisognerebbe fare la differenza tra chi conosce il gergo, i tecnicismi che decido di usare e chi, di contro, non li conosce affatto o non potrebbe coglierne a pieno il significato.

 

Se un medico gestisce un blog esclusivo, rivolto ai soli colleghi, può prendersi licenza di usare tutti i tecnicismi che desidera. Ha la certezza di essere compreso. Ed è la stessa cosa per un informatico che si rivolge ad altri informatici; un ballerino ad altri ballerini. Ma questo vale soltanto se si usano piattaforme chiuse, forum specialistici, di nicchia, dove la partecipazione presuppone anche una certa preparazione. Insomma, ci siamo capiti…

In tutti gli altri casi, ogni volta che si prepara un testo da pubblicare nella Rete (quindi renderlo pubblico), si dovrebbe fare molta attenzione ai termini tecnici da usare. Se non si ha la certezza che il significato di un termine tecnico possa essere compreso da tutti i lettori, è meglio non usarlo. Se, però, non se ne può fare a meno, il tecnicismo deve essere definito in modo esplicito.

In verità, il linguaggio tecnico dovrebbe essere di supporto al linguaggio naturale, soltanto quando questo non basta a esprimere in modo preciso un determinato concetto. Ma se serve come ‘integratore’, deve fare bene al testo e non mortificarlo. Deve fare bene al lettore.

Tuttavia, ci sono termini tecnici che non possono essere tradotti, sono quelle parole che indicano qualcosa di talmente specifico da diventare insostituibili. Queste parole sono davvero poche però, ed è sempre possibile descrivere il concetto con un giro di parole più ampio, una descrizione diffusa.

Per essere davvero efficace, un testo web, deve essere comprensibile, semplice, amabile. E lo deve essere per tutti i lettori, o perlomeno per la maggior parte del pubblico a cui ci si rivolge. Per quale motivo si dovrebbe scrivere un testo usando un linguaggio complicato che disincentiva la lettura e la comprensione del messaggio che si vorrebbe far arrivare? Ecco, farlo sarebbe un controsenso e sarebbe controproducente.

E tu che ne pensi?
Nella scrittura web bisogna fare molta attenzione all’uso dei tecnicismi?
Ti capita di leggere testi poco comprensibili?

Pat