Qual è la differenza tra sintesi e brevità di un testo pubblicato nel web? Cosa cerca un lettore web quando naviga?

 

Brevità o Sintesi, nel Web? - Patrizia PisanoCi serviamo della sintesi per sapere sempre di più. E non è una contraddizione. Siamo tutti lettori prima ancora di essere scrittori. In fondo basta osservarsi e rendersi conto di cosa e di come cerchiamo informazioni, notizie e opinioni nel web. Abbiamo bisogno di sintesi, di velocità ma solo per approdare a contenuti dove troviamo ogni sorta di approfondimento sull’argomento che ci interessa in quello specifico momento. Abbiamo bisogno di chiarezza e di essere guidati nella lettura. Per questo motivo un testo nel web deve essere conciso e completo ma non breve a tutti i costi. La differenza è fondamentale.

 

Un testo breve a tutti i costi

  • può essere povero 
  • può non portare a nessun approfondimento 
  • può non riuscire a dare spunti di riflessione 
  • può non essere davvero informativo 
  • può non risolvere nessun problema 
  • può non colmare nessuna esigenza.

La sintesi di un argomento può essere fatta, invece, riportando il succo concentrato dell’argomento trattato. Con la sintesi si arriva prima al nocciolo della questione organizzando l’argomento e cercando di essere chiari, essenziali ed esaustivi. Poi si lascia uno spazio aperto a ogni approfondimento.

 

Un testo sintetico

  • può essere comunque ricco
  • può contenere o segnalare degli approfondimenti
  • può dare ottimi spunti di riflessione
  • può informare
  • può risolvere un problema
  • può colmare un’esigenza, una curiosità.

In un testo creato per il web, l’approfondimento può essere fatto nel corpo stesso del testo, oppure attraverso i link ad altri testi. Ma all’inizio di uno scritto, la sintesi è necessaria perché il tema trattato deve essere subito chiaro al lettore che per accertarsene si affiderà prima alla lettura del titolo, del sottotitolo e del primo paragrafo del testo. La lettura è veloce quando si è in fase di ricerca e diventa più attenta e accurata quando l’interesse è stato catturato.

La lettura sul web, al contrario di quello che si possa immaginare, è una lettura di approfondimento. Si ha sempre più bisogno di approfondire, di conoscere, di sapere di più su un certo argomento. Si ha bisogno di sapere di più su un prodotto, un servizio, un’azienda. Si ha l’esigenza di conoscere ogni dettaglio circa un viaggio che si vuole fare o su un divano che si vuole comprare. Si vuole avere un contatto diretto con le aziende produttrici, per esempio. Conoscere le loro storie e le loro filosofie. Sapere, soprattutto, in che modo possono migliorarci la vita con i loro prodotti. Nel web si legge per approfondire e si legge molto. La sintesi, in un testo nella Rete, può tirare fuori il meglio dell’informazione, accompagnando il lettore nella ricerca dei dettagli più significativi.

Anche Google (il più importante motore di ricerca), con le sue nuove politiche nei confronti della SEO, sta cavalcando questa esigenza cercando di assicurare a chi naviga la Rete, sempre più contenuti di valore. Contenuti testuali sempre più aggiornati, completi, ricchi di approfondimenti. E se Google si muove in quella direzione possiamo stare tranquilli che è quella giusta.

Quando si fa una ricerca nella Rete, si ha spesso l’esigenza di arrivare prima possibile alla parte utile dell’argomento, a quella usabile, quella che risolve il problema o l’esigenza del momento. In qualche modo si ha bisogno di essere guidati verso le informazioni più importanti. Un testo ben fatto deve rispondere proprio a queste esigenze.
Quindi, il punto non è se un testo scritto per il web debba essere forzatamente breve per attirare l’attenzione del pubblico. Il punto è come rendere un testo davvero interessante, breve o lungo che sia.

Ecco, diciamo che la sintesi può essere una scelta vincente, almeno per gran parte dei testi pubblicati sul web, ma che si faccia sempre la differenza fra una vuota brevità e una corposa sintesi.

E tu? Come leggi nella Rete?
Ti ci ritrovi in questa riflessione?

Pat